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NEL GIORNO DELLA MEMORIA la banalità del male

9.000 studenti al Mandela forum
GIORNO MEMORIA: AMOS OZ A GIOVANI, NON CREDETE A BANALITA' DEL MALE
''Vi propongo di fare un patto di ferro - ha detto - non fate mai male a nessuno. La vostra generazione mi da' una grande speranza. Avete tre meravigliosi patrimoni da tutelare saldamente e tenere cari: la pazienza, la curiosita' e il senso dell'umorismo. Non ho mai visto un fanatico con il senso dell'umorismo ne' un uomo con il senso dell'umorismo diventare fanatico. Il senso dell'umorismo e' il nostro vaccino contro il male. Una persona curiosa, paziente e che sa ridere di se' non mandera' mai nessuno alla camera a gas''.

Nel giorno in cui si celebra la Giornata della Memoria si debba avere il coraggio di non pensare che la memoria sia qualcosa da rispolverare nei giorni a lei dedicata, ma sempre qualcosa da cui ripartire. Le nostre generazioni rischiano di essere le ultimi con la fortuna di poter ascoltare le testimonianza dei deportati, ora tocca a noi prendere in mano il testimone
GIORNO MEMORIA: RENZI, CHIAVI CITTA' DI FIRENZE A SCRITTORE AMOS OZ




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Fucilateli tutti: le ricerche di Patrick Desbois sulla Shoah per pallottole
 
 
 
Dialogo dopo "Canto del popolo ebraico massacrato"
 
 
Il triangolo rosa: la persecuzione di omosessuali e transessuali
(1933-1945)
(fonte: Ufficio Stampa del Comune di Firenze)
Dai Campi di sterminio nazisti tornò un deportato su dieci. Dai racconti di cinquanta di questi sopravvissuti – tutti italiani, arrestati con le motivazioni più diverse – Rai Educational ha tratto una serie di trasmissioni televisive, in cui le testimonianze sono confrontate con situazioni dell’oggi, e questo sito Internet di documentazione e approfondimento storico, con una sezione dedicata particolarmente agli studenti e alle attività scolastiche.
 
 
LAGER ITALIANI

Dopo l’aggressione nazifascista alla Jugoslavia, fra il 1941 e l’8 settembre del 1943, il regime fascista e l’esercito italiano misero in atto un sistema di campi di concentramento in cui furono internati decine di migliaia di jugoslavi: donne, uomini, vecchi, bambini, rastrellati nei villaggi bruciati con i lanciafiamme.
Lo scopo di Mussolini e del generale Roatta, l’ideatore di questo sistema concentrazionario, era quello di eliminare qualsiasi appoggio della popolazione alla resistenza jugoslava e di eseguire una vera e propria pulizia etnica, sostituendo le popolazioni locali con italiani. Arbe – Rab, Gonars, Visco, Monigo, Renicci, Cairo Montenotte, Colfiorito, Fraschette di Alatri sono alcuni dei nomi dei campi in cui furono deportati sloveni, croati, serbi, montenegrini e in cui morirono di fame e malattie migliaia di internati.
Una tragedia rimossa dalla memoria nazionale e raccontata in questo libro anche grazie ad una importante documentazione in gran parte inedita fatta di foto, lettere, testimonianze dei sopravvissuti.

 MATTHIAS DURCHFELD
dell’ Istituto Storico della Resistenza di Reggio Emilia


di manu, 20/01/'10
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